Venerdì, 15 Luglio 2016 20:15

Corpus Domini 2016

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Oggi è la grande festa dell'Amore!

Guida - L’Eucarestia, anticipo della comunione futura, è il segno esplicito per la salvezza dell’uomo: ogni volta che celebriamo questo mistero si realizza l’opera della nostra redenzione. 

Per questo Madre Caterina esclamava: Oggi è la grande festa dell’amore, il Corpus Domini, … (Narraz 1872)!

Accostiamoci a questo mistero con la consapevolezza che l’Eucaristia non è credibile se rimane un rito, il ricordo di un fatto successo duemila anni fa. È invece una “scuola di vita”, una proposta di amore che coinvolge tutta la nostra esistenza: dobbiamo renderci disponibili ad amare Dio e il prossimo, fino a dare la vita secondo l’esempio che Gesù ci ha lasciato.

Canto

I MOMENTO: MORIRE PER NON MORIRE

Lett. - Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi  (11,23-26)

Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me».
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».
Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

Guida - "Nella notte in cui veniva tradito": la notte dell'odio e del rifiuto, la notte della "consegna", la notte in cui l'uomo inizia la passione cruenta del Figlio di Dio, è per Gesù la notte dell'amore, la notte del dono di sé. Mentre l'uomo lo caccia in modo cruento dalla terra, Gesù inventa il dono che Gli permette di restare sempre in mezzo a noi. La notte del colpevole tradimento di Giuda è anche la notte del grande sacramento di vita

Di fronte al Pane della vita, spezzato per noi, non possiamo che dire, con umile fede: «O Signore, non siamo degne di partecipare alla tua mensa, ma di’ soltanto una parola e noi saremo salvati». 

(si accende il CERO PASQUALE mentre si canta:

Questa notte non è più notte davanti a te, il buio come luce risplende)

Lett. - Dall’omelia del Santo Padre Benedetto XVI

Che cosa è avvenuto in quel momento? Quando Egli disse: Questo è il mio corpo che è donato per voi, questo è il mio sangue versato per voi, che cosa accadde? Gesù in quel gesto anticipa l’evento del Calvario. Egli accetta per amore tutta la passione, con il suo travaglio e la sua violenza, fino alla morte di croce; accettandola in questo modo la trasforma in un atto di donazione. 

Questa è la trasformazione di cui il mondo ha più bisogno, perché lo redime dall’interno, lo apre alle dimensioni del Regno dei cieli. Ma questo rinnovamento del mondo Dio vuole realizzarlo sempre attraverso la stessa via seguita da Cristo, quella via, anzi, che è Lui stesso. Non c’è nulla di magico nel Cristianesimo. Non ci sono scorciatoie, ma tutto passa attraverso la logica umile e paziente del chicco di grano che si spezza per dare vita, la logica della fede che sposta le montagne con la forza mite di Dio. 

Per questo Dio vuole continuare a rinnovare l’umanità, la storia ed il cosmo attraverso questa catena di trasformazioni, di cui l’Eucaristia è il sacramento. Mediante il pane e il vino consacrati, in cui è realmente presente il suo Corpo e Sangue, Cristo trasforma noi, assimilandoci a Lui: ci coinvolge nella sua opera di redenzione, rendendoci capaci, per la grazia dello Spirito Santo, di vivere secondo la sua stessa logica di donazione, come chicchi di grano uniti a Lui ed in Lui. Così si seminano e vanno maturando nei solchi della storia l’unità e la pace, che sono il fine a cui tendiamo, secondo il disegno di Dio.

Pausa di silenzio

PREGHIAMO INSIEME 

Lett. - Gesù, Tu sei la Via, la Verità e la vita, di fronte a Te, Amore che si dona, come Pietro acclamiamo:

Tutti - Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna. 

Lett. - Gesù, Tu sei Eucaristia per noi, come i discepoli di Emmaus preghiamo:

Tutti - Resta con noi Signore, resta con noi che si fa sera.

Lett. - Gesù, Tu scruti la profondità dei cuori e risani la nostra incredulità, come Tommaso annunciamo: 

Tutti - Mio Dio e mio tutto!

Lett. - Gesù, Tu entri nel mistero dell’uomo e susciti speranza eterna, come il centurione professiamo: 

Tutti - Signore, non siamo degne che tu entri sotto il nostro tetto, dì soltanto una parola e noi saremo salvate. 

Guida - Fa’, o Signore, che la forza dell’Eucaristia continui ad ardere nella nostra vita e diventi per noi santità, onestà, generosità, attenzione premurosa verso i più deboli. Rendici amabili con tutti, capaci di amicizia vera e sincera perché molti siano attratti a camminare verso di Te e il mondo si trasformi in una Eucaristia vivente. Amen. 

Canto

 

II MOMENTO: CONDIVIDERE PER VIVERE

Lett. - Dal Vangelo secondo Luca (9,11-17)

In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini.

Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.
Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

Guida - Nella scena della moltiplicazione, viene segnalata la presenza di un ragazzo che, di fronte alla difficoltà di sfamare tanta gente, mette in comune quel poco che ha: cinque pani e due pesci (cfr. Gv 6,8). Il miracolo non si produce da niente, ma da una prima modesta condivisione di ciò che un semplice ragazzo aveva con sé. Gesù non ci chiede quello che non abbiamo, ma ci fa vedere che, se ciascuno offre quello che ha, può compiersi sempre di nuovo il miracolo.

Adorando il Cristo presente realmente nell’Eucaristia, chiediamoci: mi lascio trasformare da Lui? Lascio che il Signore che si dona a me, mi guidi a uscire sempre di più dal mio piccolo recinto, a uscire e non aver paura di donare, di condividere, di amare Lui e gli altri?

(si portano 5 PANI segno della nostra comunione e solidarietà fraterna all’invito del maestro)

Breve pausa

Lett. 1 - Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta…e non abbiamo che cinque pani e due pesci.

Lett. 2 - Di fronte alla necessità della folla, ecco la soluzione dei discepoli: ognuno pensi a se stesso, congeda la folla! Anche noi spesso abbiamo questa tentazione! Perdonaci Signore per ogni volta che non ci facciamo carico delle necessità degli altri.

Tutti – Kyrie, Kyrie eleison (cantato)

Lett 1 - Gesù disse loro: “Voi stessi date loro da mangiare”.

Lett 2 - Di fronte all’invito del Maestro: “Voi stessi date loro da mangiare”, i discepoli replicano: “non abbiamo che cinque pani e due pesci”. Signore, aiutaci a riscoprire l’importanza di nutrirci non solo di pane che perisce, ma della verità, dell’amore che tu solo doni. 

Perdonaci quando siamo dubbiosi di fronte alla tua presenza che salva.

Tutti – Kyrie, Kyrie eleison (cantato)

Pausa di silenzio

Canto

 

III  MOMENTO: TESTIMONIANZE DI VITA

Guida - Quando si ama, si guarda con occhi d'amore non solo la persona amata, ma anche tutto ciò che riguarda la persona amata. In tal senso S. Francesco e la nostra Madre M. Caterina hanno coltivato una tensione altissima d'amore sia all'adorazione Eucaristica, sia alla venerazione per tutto ciò che riguarda l'Eucaristia, ossia le Chiese e i Sacerdoti. L'amore alla Casa del Signore è inseparabile dall'amore all'Eucaristia. Non si può amare Gesù e trascurare la sua dimora.

Lett. - Dalla Lettera di S. Francesco a tutto l’Ordine (FF 221)

L’umanità trepidi, l’universo intero tremi e il cielo esulti, quando sull’altare, nella mano del sacerdote, è presente Cristo, il Figlio del Dio vivo. O ammirabile altezza e stupenda degnazione! O umiltà sublime! O sublimità umile, che il Signore dell’universo, Dio e Figlio di Dio, si umili a tal punto da nascondersi, per la nostra salvezza, sotto poca apparenza di pane! 

Guardate, fratelli, l’umiltà di Dio, e aprite davanti a lui i vostri cuori; umiliatevi anche voi, perché siate da lui esaltati. Nulla, dunque, di voi trattenete per voi, affinché tutti e per intero vi accolga Colui che tutto a voi si offre.

Guida - Attratta sempre più da Dio, Madre M. Caterina vive nella lode e nella riconoscenza per tutto ciò che questo Amore è ed opera in lei.  

La consapevolezza della sua miseria e dei suoi limiti, la spinge a chiedere al Signore tutto quello che le occorre per vivere la dimensione della croce: “Datemi una devozione tenerissima al Vostro Sacro Cuore, alla Vostra Passione, al SS. Sacramento, alla Vostra vita umile e nascosta!”. 

Sappiamo anche noi esprimere il desiderio di fedeltà al suo amore, che passa unicamente attraverso il segno della croce portata “ogni giorno” nel compimento della sua Amabilissima Volontà? 

Lett. - Dalla Positio 1944 

Madre Caterina era una donna devota a Dio; fra tutte le divozioni, bene intesi, era insuperabile quella al Santissimo Sacramento. Genuflessa davanti al Tabernacolo, sembrava come fuori di sè. 

Quanto desiderio di riceverlo! Quanto godeva aver trovato anche nel Padre Bernardino, un Terziario persuasissimo della Comunione, non pur frequente, ma quotidiana. Essa non lasciolla mai! Desiderò perfino di farla nel Sabato Santo; e ricordo averla contentata. Era fuori di sè per aver ottenuto dalla S. Sede la Comunione nella mezza notte del SS. Natale, che ricordo, ammalatasi, dopo il canto della Messa della mezza notte, gliela portai, la Comunione, al letto.

E chi non ricorda l’esultanza del suo bellissimo cuore, innamorato di Gesù in Sacramento; in leggendo un mio invito per una solenne Processione nell’interno del Convento, pel Corpus Domini! Questa esultanza nella Reverendissima Madre, era «come trasfusa, sfavillante in tutte. Parea, la Reverendissima Madre, la Innamorata del SS. Sacramento”.

La Passione di Gesù Cristo poi, era il suo cibo quotidiano. In tutti i momenti, in tutte le ore aveva sempre presente il suo appassionato Sposo Divino.

Pausa di silenzio

Tutti:

O nostro amato Gesù, 

vogliamo sempre essere 

le perpetue adoratrici 

della Vostra Santissima Passione, 

in quel modo che Voi sapete, 

ma sempre e poi sempre 

nascoste agli occhi di tutti, 

non volendo altro testimonio 

del nostro patire che Voi solo, solo, solo!        (3 Pro)

Canto finale

Letto 414 volte Ultima modifica il Lunedì, 26 Dicembre 2016 08:39

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